


Una mostra pensata per misurarsi con uno spazio industriale fuori scala, nel cuore di San Cristoforo. Da domenica 19 aprile 2026 la Fondazione Brodbeck di Catania apre “Fare cose”, personale di Alfredo Pirri curata da Cesare Biasini Selvaggi e Gianluca Collica. L’inaugurazione è fissata alle 10, con ingresso libero e gratuito, mentre il progetto resterà visitabile fino a mercoledì 30 settembre. Negli ambienti dell’ex fabbrica di liquirizia, l’artista costruisce un percorso che tiene insieme opere storiche dagli anni Ottanta e lavori recenti o inediti, concepiti per questi spazi.
“Fare cose” non si presenta come una semplice antologia. L’impianto della mostra accosta installazioni, dipinti, sculture, disegni e progetti in un allestimento che intreccia memoria e presente. Nel percorso tornano lavori cruciali come “Cure”, presentato ad Aperto ’88 della Biennale di Venezia, e compare “L’archivio”, in un dialogo continuo tra riattivazione e nuova produzione. Pirri, tra le voci più riconoscibili dell’arte italiana contemporanea, lavora da anni sul rapporto tra percezione, spazio e attraversamento. Qui quel lessico incontra una misura monumentale, senza perdere il carattere fisico e concreto del fare.
Uno dei nuclei più interessanti del progetto è il rapporto tra arte e architettura. La Fondazione Brodbeck non è un contenitore neutro, ma una presenza attiva, con la sua storia produttiva e le sue volumetrie grezze. Pirri ha costruito l’intervento partendo anche da materiali legati alla Sicilia, a cominciare dal tufo di Lentini, chiamato a entrare nell’opera non come citazione locale, ma come sostanza. Il risultato è una narrazione diffusa che si lascia leggere stanza dopo stanza, tra superfici, vuoti, passaggi e riemersioni di lavori lontani nel tempo.
Dopo l’apertura di domenica 19 aprile 2026, “Fare cose” sarà visitabile il giovedì, il venerdì e il sabato dalle 17 alle 20, con ultimo ingresso alle 19.30. Sono previste anche visite di gruppo e aperture in altri giorni su prenotazione. La mostra offre a Catania un confronto diretto con un artista che ha sempre fatto dello spazio un campo di esperienza, e trova nella Brodbeck una sede adatta per ampiezza e carattere. Più che una successione di opere, l’appuntamento promette un ambiente da attraversare, dove il passato di Pirri torna a lavorare nel presente.
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