
Aurora Quattrocchi chiude ROSE all’Ecomuseo
La settima e ultima tappa di ROSE si tiene il 19 ottobre alle ore 11:00 all’Ecomuseo Mare Memoria Viva di Palermo, nel quartiere Sant’Erasmo. Ex stazione ferroviaria trasformata in spazio culturale, l’Ecomuseo raccoglie memorie visive e sonore legate al mare, al lavoro portuale e alla vita nei quartieri costieri. Il sito, simbolo di riappropriazione storica, si offre come contenitore fluido per una performance che interroga il rapporto tra radici, trasformazione e identità urbana.
Interprete e visione scenica
Aurora Quattrocchi tra parola e sguardo
Attrice con un lungo percorso tra cinema, televisione e teatro, Aurora Quattrocchi propone una Rosalia attraversata dal tempo, dalla geografia e dalla distanza. La sua interpretazione parte dal testo di Giuseppe Massa per articolare un racconto teatrale che fonde biografia, mito e percezione collettiva. La presenza scenica è misurata, ma densa: la voce agisce come strumento narrativo centrale, in un equilibrio tra racconto e visione.
Modalità di fruizione e articolazione dell’evento
Performance mattutina in spazio museale
L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. La performance si svolge all’interno dello spazio espositivo, in stretta relazione con le installazioni audiovisive dell’Ecomuseo. Il pubblico sarà disposto lungo un percorso che attraversa sale e cortili, accompagnato da narrazioni visive e sonore che amplificano l’intervento teatrale.
Struttura drammaturgica
Rosalia tra acqua, margine e memoria
La Rosalia di Quattrocchi è una figura che emerge dai bordi della città: non redentrice ma testimone, portatrice di storie sommerse. Il testo viene reinterpretato con un andamento frammentato, quasi liturgico, in cui il tempo dell’attesa e del ricordo si alterna alla parola detta. Ogni segmento della performance è accompagnato da riferimenti visivi e documenti storici dell’archivio museale, in un intreccio tra finzione teatrale e realtà documentata.
Dimensione sonora e stratificazione acustica
Il mare, le voci, il canto collettivo
Il paesaggio sonoro è costruito a partire dalle voci del laboratorio corale realizzato a Roccella, integrate a registrazioni ambientali legate al mare e alla memoria acustica urbana. Le voci delle donne si mescolano al suono dell’acqua, ai rumori portuali, alle testimonianze raccolte dal museo. Questa stratificazione acustica accompagna l’attrice, trasformando ogni passaggio scenico in una soglia sonora.
Teatro e memoria urbana
L’Ecomuseo come parte della drammaturgia
La performance non si limita a rappresentare una storia, ma entra in dialogo con le memorie conservate nello spazio museale. La Rosalia proposta da Quattrocchi si muove tra teche e immagini, tra voci d’archivio e oggetti ritrovati, facendo emergere la potenza del ricordo come atto scenico. La chiusura del ciclo ROSE in questo luogo assume un valore strutturale: la memoria diventa corpo, e il teatro si fa archivio vivo del contemporaneo.
