Campobello debutta a Palermo: il Mediterraneo in scena al Garibaldi

Campobello debutta a Palermo: il Mediterraneo in scena al Garibaldi

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Il 17 e 18 dicembre 2025 il Teatro Garibaldi di Palermo ospita il debutto nazionale di Campobello, nuova opera teatrale di Eva-Maria Bertschy. Lo spettacolo apre la seconda parte di Between Land and Sea 2025 e affronta il tema del lavoro agricolo e delle migrazioni nella Sicilia contemporanea attraverso un linguaggio che unisce teatro documentario, musica dal vivo e materiali raccolti sul campo.

Un progetto nato da due anni di ricerca sul territorio

La creazione prende forma dopo un lungo lavoro condotto da Bertschy insieme alla Fondazione Studio Rizoma nei territori di Campobello di Mazara e nella Sicilia occidentale. Le testimonianze dei braccianti stagionali, delle associazioni locali e di chi opera quotidianamente nel settore agricolo diventano la base per una narrazione che intreccia vicende individuali e trasformazioni collettive. La scelta di utilizzare materiali reali inserisce lo spettacolo nel solco del teatro che osserva le dinamiche sociali del presente.

La collaborazione scenica e l’incontro tra prospettive

In scena si incontrano il regista maliano Abou Bakar Sidibé e l’attrice siciliana Daniela Macaluso. La loro presenza definisce un dialogo tra vissuti differenti e segna la direzione della drammaturgia, composta in italiano, francese e lingua bambara. La storia segue Simona e Amadou, due percorsi che si incrociano nella città simbolica degli invisibili, dove il legame umano diventa gesto politico. La scena costruisce connessioni tra precariato europeo, migrazioni africane e eredità coloniali.

Un linguaggio teatrale che fonde documentario e finzione

La struttura dello spettacolo combina voce, immagine e dispositivi performativi, costruendo una narrazione che alterna materiali raccolti sul campo a momenti di elaborazione scenica. Il lavoro si colloca nel panorama della creazione contemporanea che utilizza testimonianze dirette per interrogare le strutture sociali e politiche. La presenza del video, curato da Sidibé, aggiunge una prospettiva che si lega alla sua esperienza di documentarista.

Le musiche e il paesaggio sonoro del Mediterraneo

Le musiche originali di Kojack Kossakamvwe, interpretate da un ensemble di musiciste e musicisti provenienti da diversi paesi africani, costruiscono un paesaggio sonoro che dialoga con tradizioni musicali differenti. L’incontro tra la vocalità pop italiana e la chitarra del Mali propone un tessuto musicale che attraversa generi e provenienze. Le esecuzioni dal vivo sostengono l’impianto narrativo e ampliano la dimensione emotiva dello spettacolo.

Scenografia e dispositivi visivi

La scenografia modulare di Lea Burkhalter rievoca luoghi e infrastrutture legati al lavoro stagionale, adottando una struttura che muta durante la rappresentazione. La scelta di elementi mobili richiama l’idea di un territorio attraversato da trasformazioni e confini instabili, in linea con i temi centrali dell’opera.

Un’opera che interroga le contraddizioni europee

Campobello osserva le zone grigie della legalità, le relazioni tra potere economico e assenza di tutele, mettendo in rilievo le dinamiche che definiscono il lavoro agricolo nel Mediterraneo. Le parole della regista sottolineano la volontà di costruire una parabola contemporanea che interroga l’Europa, mostrando come sfruttamento e invisibilità restino elementi strutturali dei sistemi produttivi. Il progetto diventa così un’indagine sulle forme di resistenza che emergono nelle comunità locali.

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Data e ora

17-12-2025 to
18-12-2025
 

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