Ciliegi rosa alla Sala Futura: memoria, nebbia, identità
EVENTO CONCLUSO

Ciliegi rosa alla Sala Futura: memoria, nebbia, identità

Ciliegi rosa arriva alla Sala Futura del Teatro Stabile di Catania dal 30 ottobre al 2 novembre 2025. Il testo è di Danilo De Luca e la produzione è del Teatro Stabile di Catania. Lo spettacolo è programmato come fuori abbonamento per la stagione 2025–2026. Il progetto nasce come vincitore del bando drammaturgia under 35 della stagione 24/25.

Calendario delle rappresentazioni
Lo spettacolo è in scena dal 30 ottobre al 2 novembre 2025. La programmazione ricade nel cartellone Sala Futura, con calendario indicato come fuori abbonamento.

Viaggio nella memoria tra nebbia e assenza
Al centro di Ciliegi rosa c’è un uomo in attesa, forse su una nave, forse in una stanza. La percezione oscilla tra ricordo e illusione. Accanto a lui compaiono figure ambigue, come un Primo Ufficiale e un Nostromo, sospese tra realtà e oblio. La domanda guida resta semplice e complessa. Cosa rimane della nostra identità quando la memoria si sfalda lentamente. La “nebbia” diventa metafora scenica. Essa cancella i contorni e apre lo spazio dell’immaginazione.

Drammaturgia dell’incertezza e del ricordo
Il testo procede per immagini, come un valzer ricordato una sola volta. Le tracce di una promessa ritornano nei Ciliegi rosa, che restano indefiniti. Possono essere luogo, immagine o nome d’amore. Il protagonista cerca una rotta tra canto, anniversari e piccoli riti quotidiani. Intanto i ruoli intorno vacillano, si svelano e mutano funzione narrativa. La scena lavora sull’equilibrio instabile tra veglia e sonno. Così il linguaggio enfatizza pause, ripetizioni e slittamenti sensoriali.

Temi, linguaggi e riferimenti
Ciliegi rosa indaga l’identità fragile nel tempo della dimenticanza. Il lavoro intreccia dimensione intima e riflessione collettiva sul valore della memoria. Ne emergono domande su cura, relazione e perdita. Il dispositivo teatrale cerca una partitura visiva essenziale. Pertanto privilegia elementi simbolici e gesti quotidiani. La scrittura convoca immagini di mare in burrasca e corrimani a cui aggrapparsi. L’attenzione resta sulla soglia tra smarrimento e possibilità. La memoria, infine, si fa spazio di resistenza.