
Fellini for Ever e Fasola Folk, doppio sguardo al Teatro Libero
Il 19 giugno il Teatro Libero di Palermo accoglie uno dei passaggi più singolari della stagione 2026 del Teatro Ditirammu, riunendo nella stessa giornata due spettacoli molto diversi e complementari: alle 18.30 “Fellini for Ever”, alle 20 “Fasola Folk”. Inseriti nel cartellone “Cu mancia fa muddichi”, i due lavori disegnano un dittico che tiene insieme scrittura metateatrale e patrimonio popolare, affidando alla scena una riflessione sul presente e, insieme, un ritorno alle forme della memoria collettiva. Da un lato la nuova produzione diretta da Elisa Parrinello con Elisa Parrinello, Antonio Adamo Vella e gli allievi del Ditirammu Lab; dall’altro un percorso dedicato alle tradizioni siciliane con Virginia Maiorana, Nino Nobile, Piero Tutone e gli allievi del laboratorio.
Un regista in crisi e un funerale trasformato in scena
Fellini for Ever attraversa il comico con ironia nera
“Fellini for Ever” mette al centro Achille, regista schiacciato dalla propria immagine di autore, che immagina di fingere la morte per ascoltare finalmente la verità su di sé. Da questo paradosso prende forma una commedia breve e visionaria, costruita come un congegno di smascheramento in cui amici, colleghi e familiari trasformano la veglia funebre in un coro di confessioni, accuse e risentimenti. Il teatro si guarda allo specchio e si scopre fragile, esposto, contraddittorio. Il tono comico non attenua la durezza della materia, ma la rende più tagliente, dentro una drammaturgia che richiama il gusto del metateatro e l’eco pirandelliana della maschera che cade.
Altri eventi a Palermo
Le quattro stagioni nella voce del repertorio popolare
Fasola Folk riporta in scena danze, canti e racconti dell’Isola
Subito dopo, “Fasola Folk” cambia registro e apre lo spazio della tradizione. Lo spettacolo segue il ritmo delle quattro stagioni secondo un antico almanacco di usi, costumi e ritualità popolari, intrecciando danze tipiche siciliane come Fasola, Contraddanza e tarantelle con canti di lavoro, serenate, preghiere, scongiuri e racconti tramandati tra Otto e Novecento. La scena si fa così luogo di restituzione di un patrimonio orale e musicale che appartiene alla cultura dell’Isola, non in forma di archivio, ma come pratica viva capace di farsi teatro. Il Ditirammu rinnova in questo passaggio una delle linee più riconoscibili del proprio lavoro artistico.
Una stessa sera, due anime della stagione Ditirammu
Al Teatro Libero Palermo si ritrova tra invenzione e memoria
Accostati nella stessa sede e nello stesso giorno, “Fellini for Ever” e “Fasola Folk” mostrano con chiarezza l’ampiezza del disegno culturale della stagione 2026. Il primo guarda alla crisi dell’artista e alle finzioni del mondo teatrale, il secondo rimette al centro il corpo collettivo della tradizione siciliana. In mezzo c’è la continuità di un progetto che tiene insieme formazione, repertorio, scrittura scenica e lavoro sul territorio. Al Teatro Libero, il 19 giugno, Palermo incontra così due forme diverse del racconto teatrale, entrambe radicate nella necessità di dare voce a ciò che resta, si trasforma e continua a chiedere scena.

