


Una chiesa sconsacrata del centro storico, riletta come corpo architettonico attivo, accoglierà giovedì 16 aprile 2026 alle 19 l’inaugurazione di Geometrie abitabili. Prospettive dalla soglia, installazione site-specific di Francisco Olivares Diaz, in arte FOD. L’appuntamento è alla Chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani, a Palermo, con ingresso libero. La mostra resterà visitabile fino a mercoledì 27 maggio 2026 e porta in città l’esito della residenza dell’artista spagnolo, costruita in dialogo con lo spazio e con i materiali raccolti durante il soggiorno palermitano.
La ricerca di FOD si muove da anni lungo un confine preciso: quello tra immagine e ambiente. Le sue opere nascono da forme geometriche elementari, ma non si fermano alla superficie. Si piegano, si sovrappongono, sembrano estendersi oltre il proprio limite e producono una percezione instabile dello spazio. In Geometrie abitabili questo processo trova una misura concreta dentro Sant’Eulalia, dove l’intervento oscilla tra costruito e immaginato. Il progetto è curato da Pedro Medina Reinón, che accompagna un lavoro fondato su equilibrio, tensione visiva e ambiguità percettiva.
L’installazione non arriva da un atelier remoto, già chiusa e definita. Nasce invece da un percorso di osservazione sul posto, alimentato dallo studio delle caratteristiche della chiesa e da una mappa di dettagli urbani raccolti a Palermo. Pavimenti, superfici, tagli architettonici e tracce materiali della città sono entrati nel processo come riferimenti formali. In mostra affiora anche una ricostruzione parziale dello studio dell’artista, con immagini e materiali che documentano il modo in cui il capoluogo siciliano è diventato parte del progetto, non semplice sfondo ma sostanza visiva dell’opera.
L’inaugurazione di giovedì 16 aprile 2026 segna un passaggio interessante per la primavera dell’arte contemporanea a Palermo. Non solo per la presenza di FOD, ma per l’uso di Sant’Eulalia dei Catalani come spazio da attraversare e leggere. Geometrie abitabili. Prospettive dalla soglia propone infatti un’esperienza che chiede al visitatore di misurarsi con linee, pieni, vuoti e prospettive mobili. L’ingresso è libero; la sede è in via Argenteria 33. Fino al 27 maggio, nel cuore della Kalsa, la mostra offre un’occasione rara: vedere un progetto pensato per quel luogo e difficilmente separabile dalla sua architettura.




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