


Per secoli è rimasto sepolto a pochi metri da uno dei luoghi simbolo della Palermo arabo-normanna. Da giovedì 16 aprile 2026 il Ponte delle Teste Mozze apre per la prima volta al pubblico, nell’ambito de Il Genio di Palermo. Le visite sono previste nel weekend dal 16 al 19 aprile e nei due fine settimana successivi. Il sito si trova accanto al Ponte dell’Ammiraglio, lungo l’asse storico dell’Oreto, in un’area che negli ultimi anni ha restituito una delle scoperte più sorprendenti emerse durante i lavori del tram.
Non si tratta di un semplice scavo visitabile, ma di un attraversamento rimasto fuori dalla vista e dalla memoria urbana. Il ponte, in pietra e a tre campate, era parte di un sistema viario che dialogava con il vicino monumento medievale. La sua riapertura consegna ai visitatori un frammento concreto della topografia perduta della città.
Il Ponte delle Teste Mozze tornò alla luce nel 2014 grazie agli scavi della Soprintendenza ai Beni culturali, avviati durante la realizzazione della linea tranviaria. Era stato completamente interrato e proprio questa condizione lo aveva salvato dalla demolizione, quando nel 1831 il corso dell’Oreto venne deviato. La struttura è arrivata fino a oggi in condizioni che permettono finalmente una fruizione pubblica, trasformando una scoperta archeologica in esperienza diretta di visita.
Il suo nome affonda in una pagina aspra della storia cittadina. A metà Settecento, in questa zona fu trasferito il cippo nelle cui nicchie venivano esposte le teste dei condannati a morte. Da allora il ponte assunse una denominazione rimasta nella memoria toponomastica, anche dopo la sua scomparsa fisica. Oggi quella memoria torna leggibile nel paesaggio, a ridosso del Ponte dell’Ammiraglio, dentro un tratto della città dove infrastrutture, acqua e stratificazioni storiche raccontano secoli diversi nello stesso spazio.
L’apertura al pubblico del Ponte delle Teste Mozze rientra nel calendario de Il Genio di Palermo, manifestazione organizzata dalla Fondazione Le Vie dei Tesori in collaborazione con Università di Palermo, Soprintendenza, Comune, Amat e altre istituzioni. Il calendario delle visite si concentra tra giovedì 16 e domenica 19 aprile 2026 e prosegue nei due weekend successivi. È un appuntamento che unisce scoperta archeologica e racconto urbano, restituendo ai palermitani e ai visitatori un luogo finora invisibile, ma decisivo per comprendere la geografia storica dell’Oreto.

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