Il potere a pezzi: Riccardo III torna a Castelbuono
EVENTO CONCLUSO

Il potere a pezzi: Riccardo III torna a Castelbuono

l 29 agosto, nel Chiostro San Francesco di Castelbuono (Palermo), il progetto “I Racconti di Sepillo da Ypsigro” della compagnia I Trovatori presenta Riccardo III – Il potere a pezzi, una rilettura in chiave giullaresca dell’opera di William Shakespeare. Lo spettacolo rientra nella programmazione di StraTeatro e prosegue l’itinerario di rappresentazioni che riscoprono la tradizione medievale delle giullarate. In scena Giuseppe Vignieri, ideatore del progetto, affiancato dal musicista Giuseppe Aiosi.

Il giullare come specchio del potere
Sepillo da Ypsigro interrompe e commenta la tragedia

L’opera narra l’ascesa e la caduta di Riccardo di Gloucester, interpretato in forma ridotta e reinterpretata come una discesa nel cinismo del potere. Il protagonista, aiutato dal Duca di Buckingham, mira a eliminare ogni ostacolo sulla sua strada verso il trono. In questo contesto tragico si inserisce la figura di Sepillo da Ypsigro, un giullare caustico e sagace che, con versi irriverenti, spezza l’azione e svela il meccanismo teatrale della manipolazione e dell’ambizione.

Un linguaggio che mescola epoche
Giullarate, canto e strumenti medievali per una critica contemporanea

Il format della compagnia I Trovatori si fonda su una scena essenziale e adattabile a ogni spazio: un’unica cassa da cui emergono personaggi e luoghi. I costumi medievali artigianali e gli strumenti musicali costruiti da liutai italiani arricchiscono un’esperienza immersiva. L’intervento musicale di Giuseppe Aiosi accompagna i momenti cruciali dello spettacolo, rafforzando l’intreccio tra parola e suono.

Satira e riflessione
Una tragedia storica come lente sul presente

Attraverso l’uso del paradosso e dell’ironia, Riccardo III – Il potere a pezzi si configura come una riflessione sulla corruzione e sulla disumanizzazione del potere. Il finale, come negli altri racconti di Sepillo, si apre su una disamina della società contemporanea, in cui l’ambizione e la manipolazione trovano nuove forme ma mantengono le stesse dinamiche.