


Dal 6 all’8 giugno 2025 a Ragusa Ibla va in scena “Le Cucine di Camilleri – Camilleri’s Foodies”, una tre giorni dedicata al rapporto tra cucina, letteratura e identità siciliana. L’iniziativa nasce per valorizzare la dimensione gastronomica nell’opera di Andrea Camilleri, trasformando luoghi, sapori e parole in strumenti di narrazione culturale.
Il programma intreccia letture pubbliche, performance teatrali e laboratori enogastronomici. Al centro, la cucina come linguaggio e codice interpretativo della Sicilia profonda descritta dall’autore: dagli arancini di Montalbano alle ricette popolari che affiorano nei dialoghi e nelle descrizioni dei suoi romanzi.
Programma tra parole, cibo e territorio
Tre giornate di incontri, degustazioni e teatro diffuso
Il festival prende il via venerdì 6 giugno con lo spettacolo teatrale “Note di Gusto – Music Foodies” e una cena letteraria a numero chiuso, ideata come momento di apertura sensoriale e narrativa. Sabato 7, l’evento si estende tra piazze, sale e cortili di Ragusa Ibla, con incontri curati da Cristina Frasca, performance a cura del Centro Studi Feliciano Rossitto e un approfondimento sulla figura dell’ispettore Montalbano nel rapporto con la cucina, a partire dai testi e dalle abitudini alimentari descritte nei romanzi.
Spazio anche alla musica e al gusto con la “Cena Busso”, realizzata in collaborazione con l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, e accompagnata da letture enogastronomiche. L’intera giornata è costruita come un itinerario esperienziale tra storia letteraria e cultura alimentare.
Luoghi simbolici e riflessioni identitarie
Un festival che attraversa la città barocca con lo sguardo di Camilleri
Il quartiere di Ibla, cuore storico e artistico di Ragusa, fornisce il contesto ideale per un evento che intende mettere in dialogo l’opera letteraria di Camilleri con le trame urbane e sensoriali della Sicilia. Le location, selezionate tra spazi religiosi, piazze barocche e percorsi enogastronomici, offrono un’esperienza immersiva in cui ogni ambiente contribuisce a rafforzare la connessione tra cultura e territorio.
Domenica 8 giugno, la chiusura è affidata a un momento simbolico: la “Messa degli Agricoltori” nella Chiesa di San Vincenzo Ferreri e, a seguire, una riflessione collettiva con studiosi e curatori, tra cui Giuseppe Dipasquale, sull’eredità culturale e gastronomica dell’autore.
L’intero festival si configura come un’occasione di esplorazione del patrimonio culturale siciliano attraverso una delle sue espressioni più intime e riconoscibili: la cucina, riletta attraverso lo sguardo letterario di Andrea Camilleri.
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