
L’esplorazione di Livermore al Messina Opera Film Festival
La giornata del 2 dicembre del Messina Opera Film Festival si apre alla Sala Laudamo con uno spazio dedicato ai progetti indipendenti di film-opera. L’incontro delle 16.00 offre una panoramica sulle produzioni emergenti che intrecciano linguaggi visivi e repertorio lirico, mostrando come il genere continui a evolversi tra sperimentazione, nuove tecnologie e ricerca musicale.
La Gazza Ladra secondo Robert Guédiguian
Alle 16.15 viene presentata La gazza ladra (2024) di Robert Guédiguian, con Ariane Ascaride. Il film, che rilegge l’opera di Rossini attraverso la poetica sociale e intimista del regista francese, mette in evidenza la tensione tra dramma musicale e dimensione quotidiana. L’inserimento nel festival sottolinea il dialogo tra cinema contemporaneo e repertorio rossiniano, già al centro delle precedenti edizioni.
Renato Cioni tra memoria e archivio audiovisivo
Alle 18.00 è in programma Renato Cioni, la voce dell’Elba (2025) di Stefano Muti. Il documentario ripercorre la carriera del tenore toscano attraverso materiali d’archivio, testimonianze e contributi che ricostruiscono il suo percorso artistico accanto a figure come Maria Callas e Joan Sutherland. L’opera si inserisce nella sezione del festival dedicata ai documentari, introdotta quest’anno per ampliare la riflessione sulle figure del panorama lirico.
The Opera e la dimensione performativa dell’immagine
La giornata si conclude alle 20.00 con The Opera. Arie per un’eclissi (2024) di Davide Livermore e Paolo Gep Cucco, con Valentino Buzza. Il progetto unisce linguaggi teatrali, tecnologia digitale e partitura operistica, esplorando la costruzione visiva dell’azione lirica attraverso soluzioni sperimentali. La proiezione evidenzia le possibilità contemporanee del film-opera e il ruolo della regia multimediale nell’ampliare la percezione dello spazio scenico.
