


Negli spazi sotterranei di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, domenica 19 aprile 2026 alle ore 18 si inaugura Luce Residua, nuova installazione luminosa site specific di Rossana Taormina. La mostra, curata da Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte, resterà visibile fino a giovedì 31 dicembre 2026 e porta a Gibellina un lavoro pensato per un luogo che non funziona da semplice contenitore, ma entra direttamente nell’opera.
Luce Residua prende forma in un ambiente ipogeo, essenziale e raccolto, dove tre neon a luce rossa costruiscono un dispositivo immersivo. La scelta del seminterrato orienta subito lo sguardo: non una sala neutra, ma una discesa fisica e mentale in uno spazio che si offre come soglia, rovina, camera oscura.
Rossana Taormina affida alla luce una funzione plastica e insieme simbolica. I neon non decorano, incidono lo spazio e lo trasformano in presenza. Il rosso diventa una traccia ostinata, un segnale che resiste all’oblio e ai processi di cancellazione. È qui che il titolo trova il suo peso: la “luce residua” non coincide con l’immediatezza della visione, ma con ciò che resta quando l’immagine sembra già svanita.
Il linguaggio dell’artista si avvicina a una forma di poesia visiva, capace di tenere insieme memoria individuale e memoria collettiva. Dentro questo impianto, il visitatore non è semplice spettatore: attraversa un ambiente che mette in tensione storia, archivio e percezione.
La collocazione di Luce Residua al Belìce/EpiCentro della Memoria Viva ha un’evidenza che va oltre l’allestimento. In un luogo nato dal rapporto con la memoria del terremoto e con le forme della ricostruzione, l’opera di Taormina trova un contrappunto concreto. La discesa nel sottosuolo accentua il carattere intimo del progetto e sottrae il racconto a ogni retorica monumentale.
L’installazione apre così un confronto diretto con Gibellina, città che da decenni misura il proprio destino attraverso l’arte contemporanea e la riscrittura dei suoi spazi pubblici e simbolici.
L’appuntamento con Luce Residua è per domenica 19 aprile 2026 alle ore 18 al Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, a Gibellina, nel Trapanese. L’inaugurazione è aperta al pubblico, mentre la mostra resterà visitabile fino al 31 dicembre 2026. È un progetto che chiede tempo e attenzione, più vicino all’esperienza che alla semplice osservazione. E nella stagione di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, questa apertura sceglie la via più difficile e più necessaria: quella della memoria come materia viva.

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