“Mistero Buffo” di Dario Fo rivive con Matthias Martelli
“Mistero Buffo”, considerato il capolavoro di Dario Fo, arriva al Cine Teatro Garibaldi di Giarre il 14 marzo 2026, con Matthias Martelli diretto da Eugenio Allegri. L’appuntamento rientra nella Stagione Teatrale Kallipolis 2025–2026, diretta da Alfio Zappalà, con turni pomeridiano alle 17:30 e serale alle 20:30. Lo spettacolo, prodotto da Teatro Stabile di Torino – Enfi Teatro/Teatro Parioli, restituisce la forza satirica e popolare del teatro di Fo, rinnovandone il linguaggio e la vitalità.
Un linguaggio antico e sempre attuale
Solo in scena, Martelli attraversa le giullarate di Fo passando dal comico alla poesia, fino alla tragedia umana e sociale. Con un linguaggio che attinge alla tradizione dei giullari medievali, l’attore capovolge le ideologie dominanti, mostrando le contraddizioni del potere e restituendo voce agli umiliati. Allegri costruisce una regia essenziale, basata sull’ascolto e sulla precisione ritmica, in cui gesto, voce e improvvisazione diventano strumenti di un racconto universale.
La genesi di una nuova interpretazione
L’idea di questo allestimento nasce nel 2015, quando Matthias Martelli, dopo aver visto Mistero Buffo da bambino, propone ad Allegri di intraprendere un percorso di studio e prove aperte, condiviso con università e realtà teatrali italiane. Il debutto avviene nel 2017, con l’autorizzazione dello stesso Fo, in una produzione del Teatro Stabile di Torino e del Teatro della Caduta. Le giullarate scelte comprendono Le nozze di Cana, Bonifacio VIII, La resurrezione di Lazzaro e Il primo miracolo di Gesù Bambino. Negli anni successivi si aggiungono La nascita del giullare, La parpaia topola e La fame dello Zanni, per una versione che ha superato le 200 repliche nei principali teatri italiani ed europei.
Un’eredità che parla al presente
Nel 1997 il Premio Nobel per la Letteratura venne attribuito a Dario Fo “che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati”. La versione di Martelli e Allegri rinnova quello spirito, trasformando Mistero Buffo in una riflessione viva sul teatro come strumento di libertà e conoscenza. La durata dello spettacolo è di 100 minuti, in un atto unico che conferma la sua attualità e la sua capacità di comunicare, oggi come allora, con ogni tipo di pubblico.
