


Dal martedì 5 a mercoledì 6 maggio 2026 il Teatro Massimo Bellini di Catania ospita il concerto sinfonico dell’Orchestra del Conservatorio “V. Bellini”, affidata alla direzione di Epifanio Comis. Il programma accosta due colonne del tardo Ottocento europeo: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore op. 18 di Sergej Rachmaninov e la Prima Sinfonia in do minore op. 68 di Johannes Brahms. È il secondo appuntamento del doppio ciclo sinfonico della compagine catanese nel teatro lirico della città.
La prima parte è affidata al Secondo concerto di Rachmaninov, pagina celebre e insieme impervia, costruita su una scrittura solistica di forte tensione lirica e di grande impegno tecnico. A sostenerla sarà Matteo Bortolazzi, giovane pianista chiamato a misurarsi con un titolo che resta tra i più popolari del repertorio romantico, ma che continua a chiedere controllo del suono, slancio narrativo e resistenza. Sul podio Epifanio Comis guida l’orchestra in una partitura dove il dialogo tra tastiera e massa sinfonica è parte decisiva dell’equilibrio complessivo.
Nella seconda parte arriva la Prima Sinfonia di Brahms, opera meditata per oltre vent’anni e consegnata nel 1876 a una tradizione sinfonica segnata dall’ombra di Beethoven. È una scelta che dà spessore al concerto, perché mette l’orchestra davanti a una partitura compatta, severa, attraversata da un respiro drammatico continuo. La presenza dell’Orchestra del Conservatorio al Bellini conferma anche il legame tra alta formazione musicale e vita concertistica cittadina, in un contesto dove il teatro diventa luogo di confronto pubblico per i giovani interpreti.
Il concerto va in scena martedì 5 maggio 2026 alle 20.30 e mercoledì 6 maggio 2026 alle 17.30, sempre al Teatro Massimo Bellini di Catania. La compagine del Conservatorio torna così a esibirsi nel grande spazio del teatro dopo un intenso periodo di attività internazionale. Il cartellone, netto e senza dispersioni, punta su due classici assoluti del sinfonismo, mettendo insieme una prova pianistica di forte richiamo e una sinfonia che misura maturità, tenuta e suono orchestrale. Un appuntamento che parla al pubblico della classica, ma anche alla città musicale che il Bellini continua a rappresentare.
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