
Oreste al Tindari Festival, tra vendetta e giustizia
Sabato 30 agosto alle ore 19:00 va in scena Oreste di Euripide, ultimo appuntamento del Tindari Festival 2025. Sul palco del Teatro Greco salgono Pino Quartullo, Silvia Degrandi, Gaetano Aronica e Marco Imparato diretti da Alessandro Machìa. La scelta di chiudere la rassegna con una tragedia segna un ritorno alla parola drammatica classica, con un testo che riflette sul limite della vendetta e sull’oscillazione tra giustizia e destino.
La tragedia dopo il matricidio
Oreste e Elettra tra legge degli uomini e volontà divine
L’opera si apre all’indomani dell’assassinio di Clitennestra, madre di Oreste, da parte del figlio e della sorella Elettra. I due giovani, in attesa di essere giustiziati da una comunità che li condanna per il loro gesto, si trovano assediati da una crisi identitaria e sociale. Euripide tratteggia personaggi scossi, vittime della propria eredità familiare e dell’assenza di appigli morali. L’azione si complica con l’arrivo di Menelao, zio di Oreste, e culmina con l’intervento finale del dio Apollo, che ristabilisce un ordine superiore, ma non cancella il peso del sangue versato.
Il cast e la direzione scenica
Una compagnia consolidata in un allestimento tragico
Pino Quartullo, attore e regista, interpreta Oreste in una versione intensa e conflittuale del personaggio. Silvia Degrandi è Elettra, figura complementare e speculare, mentre Gaetano Aronica e Marco Imparato danno corpo ai personaggi di potere e mediazione. La regia di Alessandro Machìa costruisce uno spazio scenico essenziale, con una cura rigorosa della parola e della coralità. L’accento è posto sul trauma e sulla tensione tra istinto e norma, con scelte registiche che privilegiano l’ascolto e la presenza.
Una tragedia del dopoguerra
Il teatro come spazio per l’elaborazione collettiva
Oreste non è solo una tragedia privata, ma una riflessione più ampia su ciò che resta dopo la vendetta e la guerra. In questa prospettiva, l’allestimento si propone come un’esplorazione drammaturgica della memoria e della colpa.