
Palermo Città della Chitarra, via con Le 100 Chitarre
Non un recital solitario, ma un’orchestra diffusa di corde e giovani musicisti. Giovedì 4 giugno 2026 si apre così la quinta edizione di Palermo Città della Chitarra, con un appuntamento pensato per dare subito il segno del festival: alle 17.30, all’Istituto San Giuseppe di Palermo, va in scena Le 100 Chitarre, concerto collettivo a ingresso libero diretto da Giorgio Buttitta. Il titolo dice molto della misura dell’impresa, costruita attorno a una formazione ampia che riunisce studenti e allievi di diverse realtà musicali cittadine.
Un’orchestra di allievi
Giorgio Buttitta dirige l’apertura del festival
Al centro del concerto ci sono i ragazzi dell’Orchestra di chitarre delle scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale, insieme agli allievi del Conservatorio “Alessandro Scarlatti” e del Liceo musicale “Regina Margherita” di Palermo. La direzione di Giorgio Buttitta tiene insieme un organico numeroso e composito, chiamato a mostrare la chitarra in una dimensione corale. È una scelta precisa: spostare l’ascolto dallo strumento intimo e solistico a un suono d’insieme, dove il timbro si moltiplica e diventa materia orchestrale.
Altri eventi a Palermo
La città, le scuole, il festival
La quinta edizione parte dalle nuove generazioni
L’avvio di Palermo Città della Chitarra mette in primo piano la filiera formativa musicale del capoluogo, dal primo ciclo di studi fino all’alta formazione. Non è un dettaglio secondario per una rassegna che, nelle giornate dal 4 al 6 giugno, attraversa alcuni luoghi culturali del centro storico palermitano. L’apertura all’Istituto San Giuseppe affida infatti il profilo del festival a una comunità musicale concreta, fatta di scuole, docenti, conservatorio e liceo, con la chitarra classica come terreno comune tra didattica e pratica concertistica.
Le coordinate
Appuntamento alle 17.30 all’Istituto San Giuseppe
L’appuntamento è fissato per giovedì 4 giugno 2026, alle ore 17.30, all’Istituto San Giuseppe, a Palermo. L’ingresso è libero. Per la rassegna è il primo atto della quinta edizione, ma il concerto ha già una sua fisionomia autonoma: un grande ensemble di studenti e allievi, un direttore, un progetto costruito sulla forza del numero e sull’idea della chitarra come strumento capace di stare insieme agli altri. Un’apertura che punta meno sull’effetto inaugurale e più sulla qualità di un lavoro condiviso.

