


Venerdì 20 giugno 2025 alle ore 21:00, nel parco di Villa Trabia a Palermo, il giovane violoncellista serbo Petar Pejčić sarà protagonista del primo recital in programma per le celebrazioni del Centenario dell’Associazione siciliana Amici della Musica. Il concerto, a ingresso gratuito su prenotazione, è parte del trittico ideato da Giovanni Sollima per mettere al centro la “voce umana” del violoncello. Il programma, dal titolo “Prayer to Ecstasy”, è concepito come un percorso spirituale che va dall’introspezione alla liberazione, attraverso epoche e linguaggi differenti.
Dal barocco al contemporaneo
Un viaggio sonoro dalla meditazione alla vibrazione estrema
Il recital si apre con una selezione di brani che esplorano il rapporto tra musica e preghiera. Tra questi, “Erbarme dich, mein Gott” dalla Matthäuspassion di Bach, il Ricercare n. 7 per violoncello solo di Domenico Gabrielli e il Capriccio n. 1 in do minore di Evaristo Dall’Abaco. A questi si affiancano pagine della modernità che proiettano il suono del violoncello verso nuove possibilità timbriche: “Violoncelles, Vibrez!” dello stesso Giovanni Sollima, “Vez” di Ana Sokolović, la Sonata per violoncello solo di György Ligeti e la “Méditation Hébraïque” di Ernest Bloch.
Un ensemble di voci ad accompagnare il viaggio
Con Sollima e gli 8 dei 100 Cellos per l’esecuzione finale
L’ultima parte del programma vedrà Petar Pejčić affiancato da Giovanni Sollima e da otto componenti dei 100 Cellos – Francesco Angelico, Christian Barraco, Gabriele Battaglia, Andrea Cavuoto, Arianna Di Martino, Gaia Ferrantini, Paloma Garrote Velez e Riccardo Giovine – per un’esecuzione collettiva di “Violoncelles, Vibrez!”, brano manifesto della scrittura cellistica di Sollima. L’ensemble darà voce a un’idea condivisa del suono come energia corporea e spirituale, capace di superare i limiti dello strumento e coinvolgere il pubblico in una tensione emotiva crescente.
Musica per il corpo e per lo spirito
Un recital che unisce riflessione e forza scenica
“Prayer to Ecstasy” non è solo un concerto, ma un’esperienza immersiva che affida al violoncello la funzione di ponte tra ascolto interiore e comunicazione universale. La selezione dei brani e l’ordine esecutivo trasformano il programma in un percorso di ascesa che utilizza il linguaggio musicale per interrogare il rapporto tra suono, spiritualità e senso. In questa prospettiva, il recital di Petar Pejčić si inserisce pienamente nelle celebrazioni del Centenario, come espressione di quella tensione tra memoria e ricerca che ha sempre caratterizzato la programmazione degli Amici della Musica.
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