


Dal venerdì 8 a domenica 10 maggio 2026 il Teatro dei 3 Mestieri di Messina ospita Romeo e Giulietta, affidato alla compagnia della FormAzione Permanente. È un nuovo passaggio della stagione “10” e riporta in scena il testo di Shakespeare dentro un lavoro nato lungo l’intero anno teatrale, tra studio, riscrittura e prova. L’adattamento e la regia sono firmati da Stefano Cutrupi e Mariapia Rizzo, che affrontano il dramma senza allontanarlo dalla sua ossatura originaria, ma cercando un contatto netto con la sensibilità di oggi.
In scena ci sono Mariarita Andronaco, Alessia Bitto, Ash Bitto, Teresa Calabrò, Carmen Calogero, Andrea Curcuruto, Eugenio Enea, Pietro Pellegrino, Emanuele Pilato e Fabio Pisana. Il gruppo è composto dagli allievi attori della FormAzione Permanente, chiamati a misurarsi con uno dei titoli più esposti del repertorio occidentale. La scelta non punta alla citazione monumentale, ma a una recitazione costruita su corpo, parola e relazione scenica. È qui che il classico si fa materiale vivo, attraversato da energia giovane e da un lavoro interpretativo che cerca autenticità prima ancora dell’effetto.
Lo spettacolo nasce infatti da un percorso creativo e pedagogico sviluppato da ottobre a maggio all’interno del Teatro dei 3 Mestieri. Il testo del Bardo è stato usato come punto di partenza per interrogare conflitti, desideri e fratture che restano leggibili anche fuori dalla Verona rinascimentale. La messinscena mantiene l’integrità cronologica dell’opera, intervenendo però su alcuni elementi per avvicinarla allo sguardo contemporaneo. Non una semplificazione, ma una traduzione teatrale che prova a tenere insieme fedeltà drammaturgica e urgenza del presente.
Romeo e Giulietta sarà in scena venerdì 8 maggio e sabato 9 maggio alle 20:45, con replica domenica 10 maggio alle 18:00, negli spazi del Teatro dei 3 Mestieri, sulla Strada Statale 114 al km 5,600, nella zona di Tremestieri. L’appuntamento ha il profilo di una restituzione pubblica, ma anche di un banco di prova concreto per un gruppo formato dentro la stessa struttura che lo ospita. È un passaggio coerente con l’identità del teatro messinese: fare della formazione un luogo di spettacolo, e del repertorio un terreno di lavoro condiviso.
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