
Teratoteca al Museo Riso, Tony Lombardo abita la vetrina
Dal lunedì 25 maggio a venerdì 10 luglio 2026 la vetrina su strada del Museo Riso di Palermo ospita Teratoteca, installazione di Tony Lombardo pensata per il fronte urbano del museo. L’intervento fa parte di Glass-room – arte in trasparenza, il progetto promosso da CoopCulture al RISO, Museo d’arte moderna e contemporanea, che trasforma lo spazio affacciato sulla città in un dispositivo espositivo visibile anche dall’esterno.
Teratoteca lavora sull’impatto immediato della vetrina e sulla sua ambiguità: non semplice cornice, ma scena. Dalla strada appare come una scatola profonda, un ambiente che somiglia insieme a una sanitaria ortopedica, a un pet shop, a una ferramenta e a un deposito di reperti. Lì Lombardo dispone protesi informali per animali, anatomie ibride e dispositivi che spostano lo sguardo sul rapporto fra corpo, vulnerabilità, animalità e tecnologia.
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Una market-officina di corpi ibridi
Il giovane scultore costruisce un campionario alienante
L’artista, allievo della classe di Scultura, immagina la sua Teratoteca come una piccola fabbrica di metamorfosi. Stand in ferro trattato sorreggono museruole, collari, protesi, targhette e altri oggetti che sembrano merci, ma si comportano come indizi. L’insieme produce un campionario perturbante, dove il lessico della cura, del controllo e dell’addestramento si mescola a quello del consumo. Sono “vestigia cyborg”, frammenti che mettono in crisi la distinzione tra umano e non umano, tra organismo e supporto tecnico, tra natura e artificio.
La memoria materiale di Palermo
Nel lavoro affiora il dopoguerra delle officine per protesi
Dentro questa costruzione visiva affiora anche un riferimento storico preciso. Lombardo richiama la Palermo del primo dopoguerra, quando la città fu uno dei centri di produzione di protesi per uomini e animali. L’installazione rievoca quel passaggio attraverso fotografie d’archivio e lo rimette in tensione con un immaginario contemporaneo, sospeso fra esposizione commerciale e set artificiale. Il testo critico che accompagna il progetto è firmato da Luca Seguenza e legge l’opera come un campo di attrito fra visibile e inaccessibile.

Una vetrina che guarda la città
Secondo appuntamento di Glass-room al museo palermitano
Teratoteca è il secondo intervento di Glass-room – arte in trasparenza, dopo Staffage di Maria Tindara Azzaro. Il progetto coinvolge il Museo Riso, CoopCulture e l’Accademia di Belle Arti, con l’idea di affidare la vetrina a giovani artisti e farne un luogo di confronto diretto con lo spazio pubblico. L’installazione resta visibile al Museo Riso, a Palermo, dal 25 maggio al 10 luglio 2026. È un appuntamento di arti visive che usa la soglia del museo come linguaggio, e porta la scultura fuori dalla sala per misurarla con la strada.

