Il primo weekend di aprile porta in Sicilia un calendario che si muove tra rito, repertorio e forme più raccolte, con il teatro che resta centrale ma senza occupare da solo la scena. Tra il 2 e il 4 aprile 2026, mentre su Palermo e Agrigento sono attese piogge insistenti e a Catania il cielo si annuncia più variabile, la selezione del fine settimana tiene insieme danza, musica, prosa e percorsi per famiglie. In copertina c’è il nuovo Don Quichotte al Teatro Massimo, nuovo allestimento a Palermo, immagine giusta per un weekend che attraversa il classico ma lo rimette in circolo con tagli diversi, dal grande balletto alla drammaturgia della Settimana Santa.
A Palermo il versante musicale ha un peso particolare con Verdi, Messa da Requiem per il Concerto di Pasqua al Politeama Garibaldi, appuntamento che trova nella prossimità liturgica una cornice naturale e non decorativa.

Nello stesso asse cittadino si colloca il già citato Don Quichotte al Teatro Massimo, nuovo allestimento a Palermo, titolo che riporta il balletto narrativo al centro della programmazione, mentre ai Cantieri della Zisa Martorio torna a Palermo con il rito scenico della Settimana Santa lavora su un altro registro, più interno e processionale, dove la scena incontra la memoria popolare e la temporalità pasquale senza ridursi a semplice rievocazione.
Il fine settimana, però, non si legge soltanto lungo l’asse palermitano. A Catania la prosa e il teatro popolare prendono due strade distinte ma complementari: da una parte “La pecora viziosa” di Eduardo Scarpetta al Teatro Ambasciatori di Catania, che rimette in campo un autore decisivo per la tradizione comica napoletana e per quella linea di scrittura teatrale fondata su ritmo, maschera sociale e precisione d’ingranaggio; dall’altra La Giara – Il Musical al Leonardo Sciascia tra dialetto e musica, operazione che sposta Pirandello verso un formato musicale e dichiaratamente ibrido, cercando nel dialetto non un colore accessorio ma una materia drammaturgica.

È un doppio segnale interessante, perché racconta una scena etnea capace di tenere insieme tradizione, adattamento e ricerca di un pubblico largo senza appiattire le differenze.
Fuori dai teatri, il weekend apre anche a un uso culturale del territorio con Valle dei Templi, Pasqua gratuita tra catacombe e percorsi segreti, proposta che ad Agrigento allarga la nozione di spettacolo all’esperienza del paesaggio archeologico e della visita guidata, in giorni che invitano naturalmente a una fruizione condivisa. Sul versante musicale più raccolto, Messina trova un tono diverso con Pollio live a Messina, al Morg una Pasqua in forma raccolta, concerto di dimensione ravvicinata che si colloca lontano dalla solennità del programma classico e lavora invece sull’ascolto ravvicinato, quasi domestico, dentro uno spazio che negli ultimi anni ha definito una sua precisa fisionomia.
Nel complesso, il 2–4 Aprile 2026 consegna un fine settimana coerente con il calendario pasquale ma non chiuso in un solo linguaggio: il sacro attraversa la scena, la musica sinfonico-corale convive con il live club, il balletto con la prosa, il sito archeologico con il teatro di tradizione. È il tratto più interessante di questa selezione, che non cerca un tema unico ma una geografia concreta di appuntamenti tra Palermo, Catania, Agrigento e Messina. Per orientarsi nel resto del palinsesto del weekend, e anche per un ascolto in formato audio della selezione, si può seguire il podcast su Spotify