Martedì 31 Marzo 2026 il teatro prende il centro della giornata siciliana con un asse che va da Palermo a Messina, passando per Catania e Aci Bonaccorsi. L’appuntamento che dà anche l’immagine di copertina a questa selezione è Don Quichotte al Teatro Massimo, nuovo allestimento a Palermo, titolo che riporta il balletto di Marius Petipa e Alexander Gorsky dentro una delle grandi macchine sceniche dell’isola. A Messina, invece, la data del giorno coincide con Gli Innamorati di Goldoni al Vittorio Emanuele di Messina,

che porta in scena uno dei testi più affilati del repertorio goldoniano.
Se Palermo oggi si muove nel segno della danza, con 11 gradi circa e piogge anche a tratti intense che rendono ancora più naturale cercare rifugio in sala, il titolo del Massimo ha il peso delle produzioni che uniscono tradizione e nuova lettura scenica. Sul versante della prosa, Messina resta agganciata a una commedia che smonta l’amore romantico attraverso malintesi, puntigli e gelosie, materia perfetta per misurare il ritmo di compagnia e la precisione dell’ensemble. Con circa 12 gradi e un cielo a tratti nuvoloso, la città dello Stretto accompagna così una serata che parla al repertorio ma non ha nulla di museale.
A Catania e nei centri dell’hinterland il cartellone conserva intanto il segno delle repliche recenti, che in una rubrica giornaliera contano perché continuano a orientare la scelta del pubblico e a comporre il paesaggio dello spettacolo dal vivo. Al Teatro Ambasciatori resta un riferimento “La pecora viziosa” di Eduardo Scarpetta al Teatro Ambasciatori di Catania, titolo che riporta in primo piano una scrittura comica ancora capace di farsi ascoltare per costruzione teatrale e senso del tempo scenico; poco più in là, al Leonardo Sciascia, continua il percorso di La Giara – Il Musical al Leonardo Sciascia tra dialetto e musica, dove il riferimento pirandelliano passa attraverso l’innesto del dialetto e della partitura musicale.

A Catania ci sono circa 10 gradi e un cielo a tratti nuvoloso, cornice sobria per una serata che si divide fra tradizione comica e riscrittura popolare.
La linea che emerge oggi è netta: la Sicilia dello spettacolo sceglie il palcoscenico e lo declina in forme diverse, dal grande balletto narrativo alla macchina della commedia, dal Goldoni delle relazioni nervose al recupero di materiali dialettali e popolari. Non è un semplice allineamento di titoli, ma una geografia precisa di sale storiche e pubblici diversi, in cui ogni città trattiene una sua fisionomia: Palermo con la dimensione istituzionale del Massimo, Messina con la prosa di tradizione, Catania con la vitalità dei suoi teatri e Aci Bonaccorsi con un presidio che lavora sul rapporto fra lingua scenica e comunità.
Per martedì 31 Marzo 2026 la mappa è dunque chiara e leggibile, con danza, prosa e teatro a scandire l’offerta. Chi guarda a Palermo trova il respiro del balletto classico, chi si muove verso Messina incontra Goldoni, mentre l’area etnea tiene in gioco Scarpetta e una versione musicale della novella pirandelliana. Per uno sguardo più ampio sull’offerta degli eventi in Sicilia si può consultare il cartellone completo sul sito